Galateo a tavola: due regole per fare bella figura

Siete in procinto di organizzare una festa o preparare una cena tra amici. La parte più difficile per tutti non è, come spesso si pensa, cosa cucinare e soprattutto cercare di farlo bene, bensì apparecchiare al meglio la tavola. Per fortuna sono tanti i programmi di cucina che possono aiutare con qualche idea e piccole chicche, rendendo chiunque degli chef casalinghi.
Ma l’attenzione primaria dei vostri invitati, credeteci, è concentrata tutta sull’impatto che gli darà la vostra tavola, oltre che la stanza.

Il Bon Ton, questo sconosciuto

I conviviali passeranno intorno al vostro tavolo la maggior parte del tempo, ed è per questo che curarla bene darà ottimi risultati, quanto servire un buon piatto.

Ci sono regole del Galateo a tavola che spesso e volentieri non vengono rispettate e peggio non sono affatto conosciute. Un decalogo potrebbe risolvere ogni dubbio ma nella pratica applicare certe regole può essere difficile.
Vi basterà quindi, sapere che:

  • La posizione di piatti, posate e bicchieri è ben precisa e non casuale.
    Secondo il galateo, le posate vanno messe ai lati del piatto (ok, fin qui nessun problema), poi in ordine che va dal piatto all’esterno destra vanno messi: coltello, cucchiaio, e forchette in ordine di utilizzo ma questa volta dall’esterno verso l’interno.
    I bicchieri invece, vanno posizionati a metà sulla sinistra del piatto. Il bicchiere del vino deve stare sopra la punta del coltello e verso il centro quello dell’acqua.
  • In base a come posizionerete le posate sul vostro piatto, darete dei segnali indicativi del gradimento o meno del pasto. I modi di posizionarle sono davvero tanti, ma le più importanti, giusto per farvi capire di cosa stiamo parlando, sono sicuramente le seguenti:

    – Forchetta e coltello rivolti verso l’alto, in diagonale come a formare una punta di una freccia, stanno ad indicare una pausa dal pasto; 

    – Forchetta e coltello nella stessa posizione di cui sopra ma, questa volta, con in coltello tra le punte della forchetta, indica che non avete gradito il pasto (quindi fate attenzione a non confondervi tra le due);

    – Forchetta e coltello poggiati al centro del piatto, paralleli l’uno all’altro, indica che avete terminato il pasto;

    – Forchetta e coltello poggiati a formare una croce, è il segno che siete pronti alla prossima portata.

  • Mai chiedere il sale!
    Ma averne sempre una vaschetta in tavola. Infatti chiedere il sale, soprattutto alla padrona di casa, è un’automatica offesa come a dire che non stiamo gradendo la pietanza che ci ha preparato.
    Allo stesso tempo, poiché in antichità avere del sale era sinonimo di ricchezza e abbondanza, è sempre buona usanza averne una ciotola in tavola, come buon auspicio.
  • Mai dire cin-cin e Buon Appetito.
    È così bello il suono dei bicchieri quando si incontrano, ed è molto più delicato ed elegante fare un cenno con gli occhi ed un sorriso piuttosto che rovinare l’atmosfera.

    Inoltre anticamente i commensali si incontravano in pranzi e cene eleganti, mai per mangiare e appagare lo stomaco, ma per il piacere della conversazione e delle condivisione. Ecco perché augurare “buon appetito” è sinonimo di una cattiva predisposizione verso la tavolata e chi vi fa parte.

Pronti alla sfida?

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