Buon compleanno calcio Napoli!

Il 1 agosto 1926 nasceva il club azzurro

Ne è passato di tempo da quel primo agosto, sono infatti 94 le candeline che si appresta a spegnere il club partenopeo.

Sono passati allenatori, campioni provenienti da tutto il mondo, il più forte giocatore di tutti i tempi e quello che resta tuttora sono le emozioni e la grande storia di questa squadra.

Per celebrare questa ricorrenza non può mancare il nostro coordinato dedicato alla squadra azzurra; piatti, bicchieri, tovaglioli monouso e tanti altri simpatici gadget con il simbolo del Napoli, l’intramontabile asinello meglio conosciuto nel dialetto partenopeo come ciucciariello

Ci sono poi diversi aneddoti e curiosità che hanno accompagnato il Napoli negli anni; vediamone alcune.

DAL CAVALLINO RAMPANTE AL CIUCCIO

Nel primo anno di vita del Napoli, durante la stagione 1926-27 la squadra aveva come emblema un cavallino rampante, come quello della Ferrari; quell’anno non fu molto fortunato per l’Associazione Calcio Napoli che arrivò ultima  con un solo punto, conquistato contro il Brescia in casa.

E fu cosi’ che il giornale satirico “o Vache e pressa” paragonoò il cavallino rampante al famoso ciuccio di Fichella molto contemplato nei detti partenopei ”con “trentaseie chiaje (piaghe) e ‘a coda fraceta.

Da quel momento in poi, molto spesso i tifosi portarono al campo un asinello in carne ed ossa con la maglietta azzurra del Napoli.

LA MAGLIA NEL MOMENTO DELLA FONDAZIONE

Al momento della fondazione fu adottata una maglia di colore azzurro in riferimento al colore della Casa Reale dei Borbone di Napoli con colletto celeste e pantaloncini bianchi. Da allora l’azzurro è rimasto nella maglia sino ad oggi, mentre è aumentata la presenza del bianco.

Nel 1965-66 il presidente azzurro Roberto Fiore, per scaramanzia, decise di cambiare i colori della maglia del Napoli: in quella stagione gli azzurri giocarono con una maglia bianca con fascia trasversale azzurra.

Già a partire nella finale di coppa Italia, quando il Napoli vinse il primo titolo dei quattro, contro la Spal la squadra partenopea indossò una inconsueta maglia rossa con bordi bianchi per non confondersi con la casacca spallina biancoazzurra.

Questa terza divisa fu usata altre volte al San Paolo negli anni 60 quando la regola imponeva di  cambiare casacca per non creare problemi cromatici con gli avversari, si trattava della squadra di casa e non quella in trasferta, tale regola è stata poi invertita nel 1969.

 

 

 

 

 

 

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