Halloween, una teoria sulle origini italiane della festa

Nell’immaginario collettivo Halloween è la festa americana per eccellenza che abbiamo importato ormai da anni nel nostro paese.

Secondo quanto ci è stato narrato negli ultimi anni, la tradizione legata a tale festività ha avuto origine con l’antica festa celtica di Samhain; in quest’occasione le persone accendevano falò e indossavano costumi per allontanare i fantasmi.

Nonostante abbia tuttora dei connotati estremamente commerciali, la festa in questione ha origini antiche e non ancora del tutto definite, infatti secondo alcune ricerche sembra che Halloween abbia delle origini legate al nostro paese.

La nuova ipotesi sulle origini italiane

Secondo l’antropologo, nonché professore presso l’Università Sapienza di Roma, Luigi M. Lombardi Satriani, la leggenda nasce a Serra San Bruno (VV), un piccolo paesino della Calabria, dove da secoli le famiglie si riuniscono per la ricorrenza dei morti svuotando zucche, intagliando su di esse macabri teschi in onore dei propri defunti ed andando in giro per il paese in cerca di un’offerta.

In calabrese questa festa viene definita “Coccalu di muortu” (“teschio di morto” in dialetto sarrese) e si sarebbe instaurata in Calabria molto prima rispetto ad Halloween.

Nel libro “Il ponte di San Giacomo” il prof. Lombardi Satriani ipotizza che l’usanza di decorare zucche ed andare a chiedere premi in giro per il quartiere risalirebbe alla migrazione di meridionali italiani nel Nord America, dove quest’ultimi avrebbero continuato a rendere onore ai propri defunti.

Secondo questa ipotesi dunque Halloween sarebbe una tradizione prima esportata e poi rientrata in Italia con caratteristiche in parte differenti.

La ricorrenza, peraltro, ha similitudini molto marcate con il 2 Novembre, il cosiddetto “Giorno dei Morti“, che cade a soli due giorni di distanza dalla sera del 31 Ottobre.

La questione legata al tema food

Anche il tema food è centrale in tutte e due le ricorrenze, specialmente per ciò che riguarda i dolci: così come ad Halloween vengono gentilmente concessi dolcetti e caramelle ai più piccoli che bussano alle porte dei vicini,  allo stesso modo  nel Giorno dei Morti vengono preparati in tutta Italia i cosiddetti “dolci dei morti“.

In ogni regione italiana vengono preparati dei piatti tipici per onorare i morti: in Emilia, Lombardia e Friuli vengono preparate le cosiddette “fave dei morti“, dei pasticcini alla mandorla aromatizzati con liquore; in Piemonte e nelle Marche, invece, le famiglie si dilettano nella preparazione delle “ossa dei morti“; si tratta di biscotti dalla consistenza dura preparati con mandorle ed albumi; in Lombardia viene preparato il “pane dei morti“, cioè piccoli panini dolci a base di biscotti sbriciolati, con frutta secca ed ostie, e particolarmente gustoso è il “torrone dei morti“, un tipico dolce napoletano che, per forma e colore, richiama una bara.

A dispetto delle credenze più diffuse, sembrerebbe poter intravedere una linea comune tra Halloween ed il Giorno dei Morti; la maniera italiana in cui viene celebrata con l’allegria il ritorno dei defunti tra i vivi!

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