I “preziosi” doni della Pignatta

Per molto tempo, durante le feste di paese di molte regioni d’Italia, si era soliti fare un gioco che portasse fortuna e che fosse di buon auspicio per degli abbondanti raccolti e per scongiurare la morte dei capi di allevamento; il gioco della pignatta, o della pentolaccia.
Più che un gioco all’epoca era un rito, una tradizione antica, che serviva ad ingraziarsi la fortuna;  infatti il gioco consiste nel rompere la pignatta, e trovare quella che contiene i regali più belli e ricchi.
Alcune pignatte piene di coriandoli, dolci, regalini e soldi, ma alle volte anche piene di terreno , segatura ed acqua, venivano appese ad una corda tirata tra due alti pali.
I concorrenti a turno venivano bendati, poi fatti girare come trottole per far perdere loro il senso della direzione; una volta liberati, i concorrenti dovevano colpire con un bastone le pignatte, tentando di romperle per farne uscire il prezioso contenuto.

La gente intorno , stando attenta ad evitare i colpi andati a vuoto, dava indicazioni al concorrente, molte volte confondendolo o guidandolo a seconda se gli spettatori erano “avversari” o “amici” del bendato.
La sua origine pare che sia messicana, ma è giunta fino a noi tramite i conquistadores spagnoli che per molto tempo avevano colonizzato quei territori.
Gli spagnoli, con una politica molto repressiva avevano tentato di reprimere tutti i riti propiziatori del popolo indigeno, e i messicani con un’astuta idea trasformarono questi riti in gioco, riuscendo così a mantenere intatta la loro tradizione.
Oggi giorno il gioco della pignatta ha perso il significato che aveva un tempo, ed infatti viene spesso usato nelle feste dei bambini solo per divertimento; la pignatta realizzata in cartone e carta pesta, viene colpita dai bambini con dei bastoni leggeri (per evitare che si facciano male) e al suo interno viene riempita con tante caramelle e dolcetti che gli invitati divideranno tra di loro.

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